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L'immagine che abbiamo scelto per introdurre questa mostra è
una giovane donna immersa in un'atmosfera color rosso sangue che
stringe e mostra con aria decisa un crocifisso. E' ostentato come
simbolo di uno status scomodo, ribelle, inquieto, attivo e reazionario.
E' il simbolo di una religione travestita da anarchia, con
tonalità agli antipodi dei soliti colori sereni, pacati,
confortevoli e trasfigurati delle raffigurazioni tradizionali. I tre
artisti della mostra Sempre sia lodato vedono, infatti, nella visione
consolatoria della religione un sogno sorpassato e troppo debole per
poter resistere ancora oggi. Nel mondo, diventato luogo di violenza,
non ci si può più solo affidare alla speranza e
confidare nell'attesa. Come ci mostra Maria Korporal nel suo video Made
on Earth, i valori contemporanei fondamentali (bene e male, vita e
morte) sono confusi e invertiti. L'artista utilizza come protagonista
rilevatrice la pietra. Nel mito di Deucalione e Pirra, unici umani
scampati a una catrastrofe, la pietra è il modo in cui Dio
ricostruisce l'umanità: ogni sasso che i due sopravvissuti
buttano alle loro spalle si trasforma in un essere umano. Oggi da una
pietra scagliata non possiamo che aspettarci un indizio di guerra, di
morte e in sostanza di male. Un male che ci separa inevitabilmente gli
uni dagli altri e che si abbatte sopra di noi, in un'immagine del
video, come un sasso che ci piomba addosso in una foresta disabitata.
Da questo isolamento psicologico, di paura dell'altro, di sfiducia e di
chiusura ermetica dei propri sentimenti, non sfuggirebbe neanche un
Cristo contemporaneo, come quello immaginato da Giordano Rizzardi. Nel
suo trittico esposto, il Cristo di oggi è un uomo dallo
sguardo disilluso che beve vino da solo a un tavolo di plexiglass con
sopra pane tagliato a fette e del pesce ancora congelato e sottovuoto.
Gira la testa prima da un lato e poi da un altro, ma non vede nessun
altro che se stesso. Il discorso raggiunge il suo apice nel lavoro di
Dario Lanzetta che tramite rielaborazioni digitali di autoscatti
diventa lui stesso Cristo, marchiato dai segni della croce, con gli
occhi vuoti, dolorante e addirittura suicida. Cristo diventa una
sovversione sofferente, un simbolo di lotta e di reazione, di ultima
tenace e disperata resistenza all'invasione di questo rosso tremendo e
maligno che conquista sempre più spazio nelle opere e che
lotta con il colore giallo di cui Cristo è circondato, che
piano piano sparisce e sempre più quando più la
sua espressione esprime dolore e terrore.
(Carolina Lio) |
L'invito della mostra |