| Sono due dei suoi video-lavori a creare le immagini presenti nella mostra, “Cinema Strange” e “Congiunzione”. Il primo, presente in proiezione assieme a “Dying Sweet Water” è un’omaggio alla messa in scena, al cinema come entità, come forza “oscura”. Nel secondo invece troviamo una ragazza gravida perseguitata da se stessa, dal suo ruolo. Il tutto accompagnato da musica Ambient-Industrial-Noise. Il cinema di Consuelo è onirico ma allo stesso tempo riesce ad essere anche molto diretto, spinto verso tematiche “fisiche”. Il corpo come protesi sinistra della mente, il corpo vive, si ammala, muore, più per processo meccanico che per natura. Da qui ecco che l’immagine in movimento diventa “still” ma non per questo priva di profondità. L’immagine come fotogramma ritagliato ed incorniciato, perdendo concezione della corretta velocità di proiezione. I suoi films vengono diretti, montati e poi distrutti per trovare un nuovo ordine, un nuovo corpo, nel “frame”. Il frame che vive di vita propria decontestualizzato al video, per la consapevolezza di una realtà frammentaria ed approssimativa, percepita sia come sogno che come incubo.Nell’immaginario fotografico di Consuelo i corpi, le locations diventano incollocabili e impossibili. Ogni soggetto occupa e allo stesso tempo abbandona il proprio spazio. In “Cinema Strange” ad esempio, i corpi immortalati nelle Polaroid un po sbiadite, in un’atmosfera “Lynchiana”, sembrano stiano per subire una qualche mutazione fisica che li renda nuovamente cinematografici, visto che ci fanno credere che ci sia o che ci sia stato un prima e un dopo lo scatto. Nei lavori inerenti invece il video “Congiunzione” troviamo una “Dead Doll” quasi soddisfatta dall’esser fotografata in una posa “spiacevole”. Più che orrorifico, il mondo della Giorgi è piuttosto surrealistico. La modella “Diva” sembra prigioniera e sottomessa dal proprio primo piano. Infine una gestante (body-double della protagonista del video) con maschera veneziana in posa da pin-up, sembra porci una domanda: Lo spirito è veramente scindibile dal corpo? Una realtà tutta distorta ed ambigua dove persone e personaggi si fondono, perdendo identità e forma, con al centro la femminilità sempre più mercificata e logora. Sono queste le “Babes in Horrorland” figure e non figure stilizzate, ma quotidiane. TMOTC
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